Il nostro 1927. Fortitudo ko a Cremona, l’Alba batte la Lazio

Fortitudo Alba

DOMENICA 3 LUGLIO 1927. Finiscono anche gli ultimi sogni di gloria della Fortitudo, sconfitta 3-2 in trasferta dalla Cremonese in Coppa Coni e fuori dalla finale del torneo. I rossoblù di Ferraris IV sono definitivamente preceduti, nella classifica del girone B, dal Casale, che batte 2-0 in casa il Modena con reti di Zanni e Migliavacca.

Il saluto della Fortitudo, brilla l’Alba

Eppure la giornata era iniziata con grandi speranze da parte della Fortitudo, seguita a Cremona dal proprio patron Italo Foschi. La partita è tesa dal momento che i padroni di casa vogliono vendicarsi del 3-0 subito a Roma all’andata. «L’inizio è un rosario di falli – racconta la cronaca del giornale cremonese “Il Regime Fascista” – i giocatori ricorrono senza complimenti alle più dure cariche».

Sull’erba del campo Giovanni Zini la Cremonese passa in vantaggio dopo una decina di minuti: Tansini recupera il rilancio del portiere fortitudiano Rapetti, si invola sulla fascia e mette al centro per Bodini, il futuro “torello” della Roma di Testaccio, che tocca in rete. Dopo un calcio di punizione di Ravani I, finito alto sulla traversa, la Fortitudo trova il pareggio al 15’: è Boros ad approfittare di un errore del terzino destro Ravani II per trafiggere Compiani.

Doppietta di Bodini, futuro romanista

La Coppa Coni

Al 37’ Rapetti rischia la papera uscendo fuori tempo su un calcio di punizione a spiovere di Bonizzoni. Il rimbalzo tradisce l’estremo difensore della Fortitudo, scavalcato dal pallone che però, per sua fortuna, rimbalza ancora e supera di poco anche la traversa.

Nella ripresa la Cremonese trova il raddoppio al 69’ ancora con Bodini, innescato da una fuga di Moroni. I grigiorossi continuano a schiacciare la squadra di mister King fino a trovare il tris all’81’: Cabrini lancia Tansini, attaccante con un paio di presenze in nazionale, che supera Scocco, resiste a una carica di Canestrelli e batte Rapetti. La Fortitudo prova a rimontare, trovando soltanto il gol del definitivo 3-2 con Puerari, su assist da sinistra di Sbrana.

Il guardialinee fortitudiano Lommi viene colpito da una sassata mentre l’arbitro vercellese Mangano, della sezione di Milano, riceve pesanti minacce. Il ricorso dei romani, volto solo in seconda istanza a ottenere lo 0-2 a tavolino in base all’articolo 17, non verrà accolto. Quella contro la Cremonese è l’ultima gara ufficiale della Fortitudo prima dell’assorbimento da parte dell’Associazione Sportiva Roma, già fondata dal 7 giugno.

L’Alba supera 3-1 la Lazio

A Roma l’Alba (nella foto in principale una formazione del 1926-27), che in Coppa Coni gode della vittoria a tavolino 2-0 sull’Andrea Doria per rinuncia, si tiene in forma sfidando la Lazio in un derby amichevole (si fa per dire). I progenitori dell’A.S. Roma superano 3-1 i biancocelesti, che provano alcuni nuovi acquisti (il centravanti Sanero della Fortitudo Torino, l’ala sinistra Lamon del Treviso e il terzino Canestri del Pietrasanta). Nel primo tempo segnano Rovida ed Heger per l’Alba, nella ripresa l’ala destra laziale Ciabattini accorcia le distanze, approfittando di un’uscita fuori tempo di Ballanti, prima del tris di Chini Ludueña.

Chini e Degni danno spettacolo

Tra gli albini brillano il capitano Rovida, schierato al centro dell’attacco, Heger, Galluzzi, Ziroli, Chini Ludueña (definito dal quotidiano “L’Impero” «attivissimo e intelligente») e Degni («sempre attento, preciso, mobilissimo. Sembra non risentire le gravi fatiche del campionato»). Deludono Caimmi oltre ai terzini Mattei e Bianchi, colpevoli di svariati errori.
A Roma si gioca anche la finale Boys Lazio tra Alba e Roman, che però chiudono senza un vincitore, sull’1-1, anche dopo i tempi supplementari.

Torino campione d’Italia, ma il titolo sarà revocato

Nella giornata odierna il Torino si laurea matematicamente campione d’Italia. I granata si aggiudicano il titolo battendo 1-0 il Bologna secondo in classifica, in una gara di recupero che è una sorta di finale per lo scudetto. I felsinei, staccati così di 4 punti dal Toro a una giornata dalla conclusione del girone finale, non possono più raggiungere la vetta. Il titolo del Torino sarà poi revocato, nell’autunno successivo, in seguito a un tentativo di illecito da parte dei granata in occasione del derby vinto 2-1 sulla Juventus il 5 giugno 1927. La scoperta, fatta dal settimanale romano “Il Tifone”, porterà a un celere verdetto di condanna dopo un’inchiesta della Federcalcio.

CREMONESE-FORTITUDO 3-2
Reti: 10’ Bodini I (C), 15’ Boros (F), 69’ Bodini I (C), 81’ Tansini (C), 87’ Puerari (F).
Cremonese: Compiani; Ravani II, Ravani I; Moroni, Balestrieri, Bonizzoni; Tansini, Wilhelm, Cabrini, Bodini I, Perotti. All. Payer.
Fortitudo: Rapetti; Corbjons, Canestrelli; Scocco, Ferraris IV, Zamporlini; Puerari, Boros, Bramante, Cappa, Sbrana. All. King.
Arbitro: Mangano di Milano.

LAZIO-ALBA 1-3
Reti: p.t. Rovida (A), p.t. Heger (A), s.t. Ciabattini (L), s.t. Chini Ludueña (A).
Lazio: Nicolini; Tinti (Gilli), Canestri; Nesi, Pardini, Berti II; Ciabattini, Filippi, Sanero, Okely, Lamon. All. Löwy.
Alba: Ballanti; Mattei, Bianchi; Giannelli, Degni, Caimmi; Ziroli, Galluzzi, Rovida, Heger, Chini Ludueña. All. Piselli.
Arbitro: Bechis di Roma.

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