I fratelli di Attilio Ferraris IV: la storia di Paolo, Gino e Fausto
Di Attilio Ferraris IV, primo capitano della Roma e campione del mondo con la nazionale azzurra nel 1934, si sa molto, se non tutto. Ma cosa ci sia dietro quel “quarto” del grande calciatore romanista si sa invece pochissimo, soprattutto oggi, a quasi 80 anni dalla sua scomparsa. In primo soccorso ci viene una preziosa intervista realizzata nel 2007 dal quotidiano il Romanista, a firma di Massimo Izzi, a Jolanda, ultima sorella ancora in vita dal grande Attilio: «Eravamo otto fratelli – le parole della donna, scomparsa poi nel 2010 – ci volevamo veramente bene. Mai uno screzio, nĂ© un’incomprensione, eravamo veramente uniti. Oltre a me e ad Attilio c’erano Fausto, Gino, Paolino, Eleonora, Lucia e Maria. Poi c’era Eurosia, nostra madre, e papĂ Secondo, che nonostante il nome era stato il primogenito della sua famiglia. Nostro padre aveva un negozio dove riparava le bambole. Era di origine piemontese». I genitori di Ferraris provengono da Sostegno, paesino oggi in provincia di Biella ma all’epoca di Novara, e si erano trasferiti a Roma alla fine dell’800, andando a vivere a Rione Borgo, a due passi dal Vaticano.
I Ferraris, una famiglia di calciatori
Jolanda Ferraris spiega ancora: «Lui (Attilio, n.d.r.) era conosciuto sui campi da calcio come Ferraris IV, perché anche gli altri fratelli maschi, che erano più grandi di lui, giocavano. Soprattutto Paolino era bravissimo, quanto Attilio. Gino, invece, giochicchiava, perché aveva avuto un infortunio a una gamba. Fatto sta che Attilio era cresciuto in una famiglia dove il football era di casa. Ricordo quando mamma mi mandava a cercarlo: “Vai alla Fortitudo, vedi se è lì”. Io andavo, vedevo e poi riferivo: “Sì, è alla Fortitudo, con Fausto”. E mamma puntualmente diceva: “Allora sto tranquilla”». Il grande Attilio è quindi IV perché quartogenito di altrettanti fratelli calciatori, secondo un uso che è rimasto in voga fino agli anni ’90. Nel mondo del calcio infatti si aveva l’abitudine di distinguere i fratelli con i numeri ordinali (primo, secondo, terzo…) in base all’età degli stessi. Ma non solo, perché in alcuni casi entravano nel conteggio anche i cugini o altri parenti, come per i 7 Sentimenti (5 fratelli, un cugino e un nipote), cui è stato dedicato peraltro un prezioso libricino a firma di Andrea Randighieri (Mucchi editore).
Paolino Ferraris I
Il piĂą grande dei fratelli, Ferraris I, è Paolo detto Paolino, nato nel 1895 a Sostegno, grazie a quanto scoperto nelle polverose anagrafi del XIX secolo dal ricercatore Fabrizio Schmid. Quindi Paolo viene al mondo poco prima che la sua famiglia si trasferisca a Roma, anche perchĂ© sappiamo con certezza, dalle pagine della Gazzetta Ufficiale, che papĂ Secondo (al secolo Secondino) è giĂ nella Capitale nel 1898 per costituire una societĂ che fabbrica statue religiose. Ferraris I gioca terzino destro e, secondo la testimonianza di Jolanda ma non solo, è davvero dotato di talento tanto che qualche addetto ai lavori lo paragona a piĂą celebri terzini Virginio Rosetta e a Gianangelo Barzan, che giocherĂ nella Roma dal 1928 al 1931. Dall’Annuario Italiano del Football 1919-20 risulta alto 1,65 e dal peso di 59 kg. La carriera di Ferraris I però non decolla mai davvero e si completa tutta nella Fortitudo tra il 1913 e il 1924: non risultano suoi gol in partite di campionato. Il punto piĂą alto della sua parabola calcistica è la finale per il titolo italiano che raggiunge e perde, con la squadra del suo quartiere, contro la Pro Vercelli nel 1922: Ferraris I gioca la finale di ritorno, in terra piemontese, chiusa con un ko per 5-2 il 18 giugno. Al rientro da quella trasferta, peraltro, la Fortitudo rimane coinvolta in un incidente ferroviario, cavandosela con qualche contuso.
Ferraris II e Ferraris III
Del secondo dei quattro fratelli, Gino Ferraris, non si sa quasi nulla: quello che possiamo dire con buona certezza è che è nato prima del 1901, che in realtĂ si chiamava Igino, che ha militato nella Fortitudo, pur non giocando mai gare di campionato, e che è stato fermato precocemente da un infortunio a una gamba. Notizie maggiori si hanno invece di Fausto Ferraris III, nato a Roma nel 1902, due anni prima di Attilio. Ala sinistra, ha esordito in campionato nella Fortitudo dopo la Prima guerra mondiale, nel 1920-21, giocando però sempre sporadicamente fino al 1925. Nel 1926-27 passa alla Juventus di Roma, in Seconda Divisione, per poi vestire le maglie di Ostiense (1927-28 in Seconda Divisione), nuovamente Juventus (1928-29 in Prima Divisione) e Bellator Frusino (1929-30 in Seconda Divisione), progenitrice dell’odierno Frosinone.
I Ferraris in campo insieme
Il momento migliore lo vive, pur da comprimario, nel 1921-22 quando la sua Fortitudo arriva alla finale per il titolo italiano contro la Pro Vercelli: Ferraris III, pur non giocando le due partite decisive per il tricolore, raccoglie 4 presenze e 2 gol in campionato. Il terzo dei fratelli Ferraris va a segno nel 4-1 alla Tiberis del 6 novembre 1921 e nell’1-1 con l’U.S. Romana del 22 gennaio 1922. Fausto realizza anche un altro gol in quella stagione, nel 5-2 al Roman dell’8 gennaio 1922, ma quella marcatura non viene conteggiata perchĂ© il match è stato poi annullato per un errore tecnico dell’arbitro.
Ferraris I, Ferraris III e Ferraris IV sono di fatto compagni nella prima squadra della Fortitudo per quattro stagioni, dal 1920 al 1924, ma si contano sulla punta delle dita le partite che giocano insieme: sicuramente c’è quella dell’8 gennaio 1922 contro il Roman, poi annullata, mentre prima erano stati schierati contemporaneamente nel 4-1 alla Tiberis di novembre, quando Ferraris III aveva firmato il suo primo gol in campionato, e in un 2-0 alla Pro Roma del 18 dicembre 1921. Sono ancora insieme, il 15 gennaio 1922 in Fortitudo-Juventus Audax 3-0 e la settimana successiva, quando Ferraris III realizza la rete, giĂ citata, nell’1-1 con l’U.S. Romana.
Il ricordo: «Quando zio Ferraris IV mi accompagnava a scuola»



