La Ginnastica Roma protagonista del calcio pionieristico: le 4 partite del marzo 1900
Alla fine dell’inverno del 1900, quando la Lazio, nata da un paio di mesi, era ancora dedita esclusivamente al podismo, la Ginnastica Roma è nuovamente protagonista del calcio pionieristico della Capitale, come accadeva ormai dal novembre 1895. L’occasione è una grande festa sportiva indetta tra domenica 11 e lunedì 12 marzo 1900 per l’inaugurazione del monumento al re Carlo Alberto, considerato uno dei “Padri della Patria”. Il prologo del primo giorno prevede una serie di gare atletiche ospitate dalla stessa Ginnastica Roma nella sua palestra e altre gare al Velodromo di via Isonzo, tra le quali una curiosa di “dirigibilità di automobili” sulla distanza di 300 metri con paletti laterali.

La festa ginnastica dell’11 e 12 marzo 1900 al Velodromo Roma (foto di Dante Paolocci per L’illustrazione Italiana)
La Ginnastica Roma sfida la Virtus
Il clou è però lunedì 12 marzo quando si disputano alcune partite di calcio (verosimilmente quattro) al Velodromo Roma, colmo di 8.000 spettatori nel pomeriggio. Dalle scarne cronache emergono due diverse performance calcistiche: la mattina il torneo con tre squadre partecipanti (due della Ginnastica Roma e una della Virtus, che secondo il Messaggero è una squadra di Roma, ma potrebbe essere il club di Bologna, dedito a calcio sin dal 1891 e presente con altri atleti nella competizione), di cui danno notizia “Il Corriere dello Sport e la Bicicletta” e “Il Messaggero”. Poi il pomeriggio, nell’ambito della festa vera e propria per Carlo Alberto e delle premiazioni delle gare della domenica, va in scena una breve esibizione calcistica di due squadre della Ginnastica Roma, di cui riferiscono svariati giornali. «Ieri mattina ebbero luogo le gare dei giochi – si legge nella cronaca del Corriere dello Sport e la Bicicletta, che fornisce un riferimento temporale prezioso relativamente al torneo a tre – al football la lotta fu tra la Società Ginnastica Roma e il Football Club Virtus. Le partite furono interessanti e accanite». La classifica finale vede al primo posto il «gruppo primo» della Ginnastica Roma, capitanato da Cesare Tifi, che si aggiudica una «grandissima medaglia d’oro, dono del Re», al secondo posto il «gruppo secondo» della Società Ginnastica Roma, capitanato da Romolo Tuzzi, che conquista una «medaglia d’argento grande» mentre al terzo posto si classifica la Virtus, che Il Messaggero indica come squadra di Roma.
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L’esibizione calcistica agli ordini di Tifi
Nel pomeriggio è il momento delle premiazioni e della grande festa in memoria di Carlo Alberto. A partire dalle 16, secondo quanto emerge dalla cronaca del Nuovo Fanfulla, alcuni ragazzi della Ginnastica Roma, guidate dal maestro Tifi, si cimentano in una serie di esercizi alle parallele. Poi, poco prima delle 17 e sempre sotto la guida di Tifi, due formazioni della Roma sono impegnate in brevi esibizioni di palla vibrata e football, particolarmente apprezzate dal pubblico del Velodromo di via Isonzo: «Ambedue i giochi che, mercé l’operosità della Roma sono ormai noti al pubblico romano, interessarono grandemente» scrive Il Corriere dello Sport e la Bicicletta, a sottolineare il ruolo della Ginnastica Roma nella diffusione del calcio nella Capitale. Nonostante l’impegno della Ginnastica Roma però la Gazzetta dello Sport sottolinea invece che, nell’occasione, «il pubblico in gran parte non capisce» di football. Un altro mattoncino nell’avventurosa storia del calcio romano è comunque messo, ancora una volta grazie alla Ginnastica Roma.

La festa ginnastica dell’11 e 12 marzo 1900 al Velodromo Roma (foto di Dante Paolocci per L’illustrazione Italiana)
Fonti:
Società Ginnastica Roma 1890 – Lancillotto e Nausica.
La Gazzetta dello Sport del 16 marzo 1900.
“Il Mito della V Nera, 1871-1971” a cura di Achille Baratti e Renato Lemmi Gigli.
L’Avanti del 12 marzo 1900.
Il Nuovo Fanfulla di Roma del 13 marzo 1900.
Il Messaggero del 12 e 13 marzo 1900.
Corriere dello Sport e la Bicicletta del 15 marzo 1900.
La Gazzetta dello Sport del 16 marzo 1900.
Nota sulle fonti: Alcuni giornali non fanno cenno del torneo a tre mattutino, riferendo soltanto dell’esibizione pomeridiana della Ginnastica Roma, ma “Il Messaggero” e il “Corriere dello Sport e la Bicicletta” ne parlano chiaramente, con riferimento temporale preciso. Non è chiaro se la Virtus, terza classificata nel torneo di calcio, dietro alle due squadre della Ginnastica Roma, sia una formazione di Roma o di Bologna. Secondo il Messaggero è la Virtus di Roma, mentre Il Corriere dello Sport e la Bicicletta scrive solamente Virtus senza specificare la città di provenienza. Il volumetto Società Ginnastica Roma 1890 (Lancillotto e Nausica) parla invece della Virtus Bologna come terza contendente nel torneo di calcio. È possibile che il Messaggero abbia commesso un errore anche perché, per quanto si conosce, la Virtus Roma dedita al calcio nascerà nel 1903. A corroborare l’ipotesi che si tratti in realtà della Virtus Bologna c’è il fatto che un gruppo di atleti della società emiliana effettivamente partecipa alla manifestazione dell’11-12 marzo 1900: sicuramente domenica 11 marzo almeno tre atleti della Virtus Bologna partecipano alle gare di salto in alto, in lungo, sollevamento pesi e getto della pietra (lancio del peso) che si svolgono proprio nella sede della Ginnastica Roma. Anche nel libro “Il Mito della V Nera, 1871-1971”, a cura di Achille Baratti e Renato Lemmi Gigli, si fa cenno a queste gare di atletica, pur senza citare la partecipazione al torneo di football. Un ulteriore indizio a favore dell’ipotesi che si tratti della Virtus Bologna è il fatto che la società emiliana già in passato aveva partecipato a manifestazioni ginnastiche nella Capitale (sicuramente nel novembre 1889 e nel settembre 1895). La Virtus Bologna, inoltre, praticava sicuramente con discreta dimestichezza il calcio da almeno 9 anni tanto che, a oggi, è considerata la squadra protagonista della prima esibizione calcistica pubblica conosciuta in Italia, nel maggio 1891, in occasione delle celebrazioni per i propri vent’anni di vita.

Il monumento a Carlo Alberto sulla Tribuna Illustrata del 18 marzo 1900



