Il cortile del Belvedere in Vaticano durante le gare del Concorso Ginnastico Cattolico Internazionale del settembre 1908
Gli irlandesi a Roma nel 1908: vincono 12-0, giocando in borghese
Il 24 settembre 1908 il calcio romano, ancora giovane e acerbo, tocca con mano la forza del football d’Oltremanica con un match tanto storico quanto doloroso: una squadra proveniente dall’Irlanda è eccezionalmente di scena al Campo Due Pini, il piccolo stadio del Roman Football Club, in un match contro la Robur in Fide, squadra capitolina di matrice cattolica per l’occasione rinforzata da qualche innesto esterno per tentare di reggere l’urto. Il risultato però è disastroso: la formazione irlandese, troppo forte, si impone per 12-0 sui romani, prendendosi il lusso di giocare in abiti borghesi.
Il Concorso Ginnastico Cattolico del 1908
L’incontro di calcio va in scena nell’ambito del Primo Concorso Ginnastico Cattolico Internazionale, in programma dal 23 al 28 settembre 1908 e promosso dalla F.A.S.C.I., la Federazione delle Associazioni Sportive Cattoliche Italiane, fondata un paio d’anni prima. La kermesse sportiva è organizzata nel cortile del Belvedere in Vaticano (con l’eccezione appunto del football che si gioca al Due Pini, ubicato a due passi dall’area dall’odierno Stadio Flaminio) per celebrare le “feste giubilari” di Papa Pio X, ordinato sacerdote 50 anni prima, nel 1858. Arrivano a Roma squadre sportive cattoliche da tutta Italia, ma anche da Francia, Belgio, Irlanda e persino dal Canada. Tra le tante discipline del programma, inquadrabili soprattutto nella ginnastica e nell’atletica leggera, c’è anche il football con un torneo a tre: si iscrivono le romane Robur in Fide e Veloce Club Enotria oltre alla selezione irlandese della Gaelic Athletic Association, probabilmente integrata con qualche giocatore della Catholic Young Men’s Society irlandese, anch’essa partecipante al concorso. In Vaticano c’è pure la Fortitudo, nata da pochi mesi e progenitrice della Roma, non iscritta però con una squadra di calcio, ma alle gare di palla a sfratto, ginnastica e atletica (Giovanni Zeri vince i 150 ostacoli e Filippo Brunner si impone sugli 800 metri).

Gli atleti della Fortitudo impegnati nel concorso cattolico in Vaticano del settembre 1908 (foto restaurata con AI)
La formazione romana: ci sono Caniggia, Ancherani e Tomassini

Sante Ancherani
Mercoledì 24 settembre, di prima mattina, davanti a un folto pubblico, tra cui i calciatori di altre squadre romane incuriositi dall’imperdibile esibizione, gli irlandesi e la Robur in Fide entrano sul terreno di gioco del Due Pini per la partita inaugurale del torneo di football mentre l’Enotria, nelle ore successive, si sfilerà dando forfait.
Nella formazione di casa figurano nomi noti tra i pionieri del calcio romano, in buona parte giovani in erba e qualcuno già affermato: sono Alberto Caniggia (19 anni, poi giocatore di Juventus Roma, Roman e Pro Roma, anche giornalista e scrittore), Sante Ancherani (26 anni, bomber della Lazio delle origini), Carlo Della Longa (24 anni, ex del Milan, nel 1908 alla Lazio e poi al Roman), Augusto Faccani (17 anni, poi nella Lazio e nell’Alba), Cesare De Giuli (17 anni, poi con Juventus Roma, Roman e Alba), Raul Tomassini (14 anni, poi con Juventus Roma e Pro Roma), i gemelli Romolo e Remo De Censi (19 anni: il primo andrà alla Pro Roma e il secondo giocherà con Lazio, Juventus Roma, Roman, Pro Roma e Fortitudo) e Ottavio Angelotti (16 anni, futuro laziale). In formazione ci sono anche un Bompiani (probabilmente si tratta del 18enne Guglielmo, portiere della Lazio e poi del Venezia, e non del 20enne fratello Giorgio, poi con Venezia, Lazio e Roman) e un Grassi (non è chiaro se il 18enne portiere Carlo, poi alla Pro Roma e al Roman, o il 17enne terzino Umberto, futuro giocatore di Juventus Roma e Roman).
La cronaca della partita
Gli irlandesi, nettamente favoriti nei pronostici degli addetti ai lavori, rifilano una tremenda lezione ai bianconeri della Robur in Fide, societĂ nata tre anni prima nell’ambito del crescente fervore sportivo italiano: «Il match in veritĂ , come si prevedeva, non poteva destare alcuna trepidazione data la disparitĂ di forze delle due equipes – scrive il Corriere della Sera nella sua cronaca dettagliata – gli irlandesi sono fortissimi, tali da poter competere con le migliori squadre non d’Italia, ma d’Inghilterra, mentre la squadra della Robur è di terza categoria, rinforzata con qualche elemento di prima». A parte Ancherani e Della Longa, in effetti, i componenti della squadra romana sono tutti ragazzi tra i 14 e i 19 anni.
Il primo tempo si chiude 0-7
I calciatori d’Oltremanica chiudono il primo tempo sul 7-0, pur giocando in abiti borghesi: «Gli irlandesi, che sono in massima parte seminaristi, non si sono preoccupati neanche di vestirsi in costume di footballers, cioè scendono in campo quasi tutti in pantaloni lunghi e scarpe da passeggio – scrive ancora il Corriere della Sera – poco dopo le 7 l’arbitro Francesco dos Santos, della SocietĂ Podistica Lazio, dĂ il segnale del giuoco. La palla è alla Robur, ma non fa neanche due passaggi che è in possesso degli irlandesi, i quali cominciano con grande calma, per quanto energicamente, i loro sapienti assalti combinati. La linea dei forwards, egregiamente coadiuvata dal centro half-back, si porta con pochi rapidissimi passaggi sotto la porta della Robur e dopo pochi minuti il primo goal è marcato. La fiacca difesa degli italiani cerca di intralciare l’opera degli irlandesi, ma questi proseguono il loro giuoco individuale come se gli avversari non esistessero e, per quanto il goalkeeper della societĂ Robur faccia dei miracoli, alla fine del primo half-times gli irlandesi hanno sette goals a loro favore contro zero degli avversari». La Robur in Fide va al tiro solo in un paio di circostanze, con Ancherani e Romolo De Censi su assist di De Giuli, ma il portiere irlandese Synott sventa il pericolo. «Sembra che la valenzia di alcuni giocatori romani oggi non risponda alla fama creatasi – si legge sul Giornale d’Italia – i disperati sforzi dei primi (attaccanti, n.d.r.) della Robur si infrangono contro la formidabile difesa degli irlandesi».
Gioco di testa, tecnica e tattica: finisce 0-12
Chiuso il primo tempo sul 7-0, gli ospiti continuano a macinare gioco e occasioni da gol, mettendo in mostra una sconosciuta abilitĂ nel gioco aereo e un ordine tattico che in Italia ancora non esiste. Qui da noi, evidentemente, il calciatore che prende palla non è abituato al fraseggio con i compagni, ma, se ha spazio, parte da solo all’improbabile ricerca del gol: «Quel che è sorprendente negli irlandesi è l’uso sapiente e frequente ch’essi fanno della testa – sottolinea il Corriere della Sera – con un colpo di testa si passano la palla con piĂą precisione che non col piede: non solo, ma la prendono quasi sempre in tutti i sensi, sfiorandola appena, alle volte, di quel poco che serve per mandare la palla proprio in un angolo della porta o sul piede del compagno. E soprattutto ha stupito i nostri giuocatori la grande disciplina: ognuno è al proprio posto e senza alcuna velleitĂ personale: per quanto siano tutti abilissimi nel dribblare, come hanno dimostrato nei casi di bisogno, pure il loro giuoco è stato sempre di assieme e mai individuale. Al contrario di quello dei nostri giuocatori. Alla seconda ripresa gli irlandesi, sempre con dei colpi potentissimi, marcano altri cinque goals e ne sbagliano per lo meno una ventina per pochi centimetri, a causa certamente della mancanza di scarpe adatte; pur tuttavia la potenzialitĂ dei loro calci è tale che vediamo spesso il povero portiere della Robur agitare in aria le mani come per rinfrescarla dopo il calcio violento ricevuto. Tanto, per la cronaca, registriamo tre o quattro scappate dei forwards della Robur nel campo degli irlandesi, ma sempre senza effetto a causa della formidabile difesa. Alla fine della partita le due squadre hanno gridato successivamente i rituali urrah». La batosta è totale: gli irlandesi si impongono 12-0 e per Caniggia e compagni è difficile abbozzare un sorriso. Un pezzo di storia e una dura lezione restano scritti negli annali del calcio romano.
IL TABELLINO
ROBUR IN FIDE-GAELIC ATHLETIC ASSOCIATION 0-12
Robur in Fide: Ancherani; De Giuli, De Censi Romolo; Bompiani, Grassi, De Censi Remo; Faccani, Angelotti, Caniggia, Tomassini, Della Longa.
Gaelic Athletic Association: Synott; O’Brennan, Smyth; Rirwan, Bourke, Bregazzi; Walsh, Jemas, Nugend, Carrol, M. Rovig.
Arbitro: Dos Santos.
Reti: 7-0 del primo tempo, 12-0 a fine partita.
Nota sulle fonti: Non è chiaro chi sia il portiere della Robur in Fide. Il Giornale d’Italia indica Ancherani, noto attaccante, come primo uomo della formazione romana salvo poi raccontare nella cronaca di un suo tiro verso la porta irlandese. Il portiere della Robur in Fide potrebbe essere Bompiani, qualora si trattasse di Guglielmo Bompiani, o Grassi, qualora sia Carlo Grassi.
Fonti principali:
Il Corriere della Sera del 25 settembre 1908.
Il Messaggero del 25 settembre 1908.
Il Giornale d’Italia del 25 settembre 1908.
Corriere della Sera del 26 settembre 1908.
Stadium, vari numeri del 1908.
Laziowiki.
“Calciatori della massima divisione 1898-1929” di Fabrizio Schmid.
“Pionieri del calcio romano” di Marco Impiglia.


