Ettore Viola intervistato per un documentario della Rai (frame Rai Storia)

Ettore, fratello di Dino Viola: magnifico eroe della Prima Guerra Mondiale

Il presidente del secondo scudetto della Roma aveva un famigliare illustre: militare dall'incredibile coraggio, fu anche parlamentare negli anni '50

«La famiglia Viola è l’unica che abbia due piazza intitolate a Roma». Non abbiamo verificato se questa affermazione sia confermata dai fatti, ma questo ci disse con orgoglio, qualche anno fa, Ettore Viola, figlio di Dino, il grande presidente della Roma del secondo scudetto. In effetti dal 1994 a Trigoria, a due passi dal quartier generale giallorosso, esiste piazzale Dino Viola, mentre nel 2001, in zona Torre Maura, è stata inaugurata piazza Ettore Viola, che non è il figlio di Dino, vivente, ma il fratello maggiore del mitico presidente romanista.

La biografia dell’eroe Ettore Viola

Ettore Viola, dal 1969 conte di Ca’ Tasson, è uno dei piĂą ammirati eroi della Prima Guerra Mondiale. Nato a Villafranca in Lunigiana (Massa Carrara) nel 1894 (il 21 aprile, nel giorno del compleanno di Roma…), è quindi piĂą grande di 21 anni rispetto a Dino, nato il 22 aprile 1915. I due hanno anche un terzo fratello di mezzo, Onorato, scomparso a 74 anni nel 1982. Uomo dal grande valore etico, coraggioso, poi strenuo antifascista e parlamentare nemico della corruzione, Viola è figlio di contadini della Lunigiana, la “terra dei cento castelli” al confine tra Toscana e Liguria.

La teca dedicata a Ettore Viola al Museo del Risorgimento di Roma

Le imprese nella Prima Guerra Mondiale

Ettore Viola soldato

Proprio nel 1915, poche settimane dopo la nascita del fratello Dino, si mette in luce nell’esercito italiano, appena entrato in guerra, con una serie di episodi di valore a Monfalcone (Gorizia), che per un paio d’anni è teatro di strenue e sanguinose battaglie tra i nostri soldati e l’esercito austro-ungarico. Promosso da fante a sottotenente per merito di guerra, nella primavera 1916, in meno di due mesi, si guadagna due medaglie d’argento al valor militare e la promozione a tenente. Da capitano del VI Reparto d’assalto sul Grappa a Ca’ Tasson ha, unico fante nella guerra, la Medaglia d’Oro e la Croce di Cavaliere dell’Ordine Militare di Savoia: giunto con soli tre uomini nelle trincee nemiche, prende il comando di altre truppe rimaste senza ufficiali e respinge ben undici contrattacchi austriaci.

Viola antifascista

Dopo la Guerra viene nominato presidente dell’Associazione degli ex combattenti ad Assisi e si oppone al partito fascista e all’appoggio del governo di Benito Mussolini, sconvolto dall’assassinio di Giacomo Matteotti. Rimane all’opposizione alla Camera dal novembre 1924 al novembre 1926, cercando di difendere strenuamente la libertĂ  e la centralitĂ  del Parlamento. Dopo varie aggressioni, è costretto a espatriare in Cile durante la dittatura di Mussolini. In esilio scrive il saggio ”ResponsabilitĂ  fascista e realtĂ  prussiana”, che Benedetto Croce definisce «una delle migliori, delle piĂą succose esposizioni che io conosca». Rientra in Italia nel 1944, durante la Seconda Guerra Mondiale, per combattere il fascismo.

Colpito con un pugno alla Camera

Nel 1948, eletto deputato della DC nel collegio de L’Aquila, torna in Parlamento. Il 7 febbraio 1951 però passa al Partito Monarchico Popolare, per combattere contro la corruzione e il conflitto d’interessi di alcuni ministri del governo De Gasperi. Il 28 marzo 1952 è protagonista di una violenta colluttazione, alla Camera, con il deputato della DC Albino Stella che gli salta addosso e lo colpisce con un pugno: Stella si prende 5 giorni di sospensione e Viola la censura, insieme con l’onorevole Gioacchino Quarello. Arrivò perfino ad autoaccusarsi per ottenere una Commissione d’inchiesta. Nel 1953 viene rieletto nel Partito Nazionale Monarchico e nel 1957 torna nel Partito Monarchico Popolare.

Il Messaggero racconta lo scontro alla Camera che vede protagonista Ettore Viola

Sepolto sul Monte Grappa

Seguendo il suo codice d’onore, è protagonista di ulteriori battaglie civili. Il 16 maggio 1969 ottiene la concessione del titolo di Conte di Ca’ Tasson, che può aggiungere al cognome, dal luogo dove si era reso protagonista di alcune imprese durante la Prima Guerra Mondiale. Nel 1972 aderisce al Partito Liberale Italiano e denuncia le presunte malversazioni commesse dalla Coldiretti presieduta da Paolo Bonomi. Muore il 25 febbraio 1986 a 92 anni e, eccezionalmente, viene consentito di seppellirlo il 2 agosto successivo al Sacrario militare del Monte Grappa, altro teatro delle sue imprese militari giovanili.

Le onoreficienze di Viola

Grazie alle sue imprese Ettore Viola si era guadagnato la medaglia d’oro al valor militare, l’onorificenza di Cavaliere dell’ordine militare di Savoia, due medaglie d’argento al valore, una promozione per meriti di guerra, il titolo di ufficiale dell’Ordine Francese della Legion d’onore, la cittadinanza onoraria di Bassano e di Seren del Grappa.