1 gennaio 1927: Capodanno della Fortitudo con la testa al Torino
SABATO 1 GENNAIO 1927: La Fortitudo del patron Italo Foschi e del tecnico ungherese JĂłzsef Ging, ultima nel girone B della Divisione nazionale (l’attuale Serie A), si prepara al proibitivo match casalingo contro il Torino, primo in classifica. Nelle ultime due partite del 1926 i granata hanno segnato addirittura 16 reti, rifilando un 8-0 al Livorno e un 8-1 alla Cremonese. La forza del Toro, allenato dell’ungherese Irme Schoffer, è nel leggendario tridente offensivo formato da Libonatti, Rossetti e Baloncieri, quest’ultimo capitano della nazionale. Il pronostico, sui giornali della vigilia, è tutto a favore dei granata, che all’andata avevano superato la Fortitudo per 4-0 nel giorno dell’inaugurazione dello Stadio Filadelfia, il 17 ottobre 1926. Il Messaggero, nel presentare il match, descrive il Torino come «la piĂą bella squadra d’Italia, senza dubbio».
Fortitudo-Torino, tra i romani c’è Ferraris IV
Prima della sfida principale, in programma alle 14.30 allo Stadio Nazionale (ubicato dove sorge l’odierno Flaminio), è annunciato il derby riserve tra Alba e Fortitudo. Sia Fortitudo che Torino non lamentano particolari assenze: tra i rossoblĂą romani ci sono Ferraris IV, giĂ perno della mediana, l’affidabile portiere Vittori, il giovane De Micheli (in vantaggio su Rossi come terzino destro e nelle formazioni indicato spesso come De Michelis), Corbyons e Cappa. Tra i granata, oltre ai tre campioni dell’attacco, sono da tenere d’occhio l’esperto difensore ungherese Balacics, il centrocampista Janni, che il quotidiano capitolino l’Impero definisce “uomo eccezionale”, e il mediano Sperone, che da allenatore guiderĂ per una stagione il Grande Torino. «Se pur non sarĂ per la Fortitudo una giornata di vittoria – si legge sull’Impero del 2 gennaio 1927 – potrĂ essere il punto di partenza per un’ancor possibile salvezza». La Stampa, quotidiano del capoluogo piemontese, non dĂ invece spazio a imprevisti: «Torino-Fortitudo si presenta con un risultato certo a favore della salda squadra granata». Il campo riserverĂ non poche sorprese.



