La Fortitudo Roma nel 1915: Silvio Sensi è il quarto da sinistra tra gli accosciati

Silvio Sensi, il papĂ  di Franco: calciatore con il vizio dei gol alla Lazio

Mezzala, centometrista e poi imprenditore, dirigente della Roma e sindaco: le tante vite del padre del presidente del terzo scudetto

Dirigente della Roma, ma prima calciatore, buon velocista nell’atletica leggera, poi geometra, ingegnere e padre di Franco Sensi, il presidente del terzo scudetto giallorosso. Silvio Sensi è un personaggio pieno di sfaccettature: nato a Roma il 26 gennaio 1894, è figlio di Nicola Sensi e Marianna Buresta. Da ragazzo si appassiona al calcio e diventa una discreta mezzala con propensione offensiva. Di piccola taglia (nel 1919 risulta alto 1,64 per 65 kg di peso), nel 1913 disputa una gara contro il Belgio in una rappresentativa militare italiana e gioca le prime partite con la squadra riserve della mitica Fortitudo, il futuro club di Attilio Ferraris, con cui debutta in campionato nel 1914-15. Con Degni, Genova e Gastinelli forma un temuto reparto offensivo: la squadra rossoblù di Borgo Pio nel 1915 e nel 1916 si aggiudica la Coppa Medici del Vascello.

Va in guerra, ma torna per vincere e fare gol alla Lazio

Nel frattempo, nel luglio 1915, parte per la Prima Guerra Mondiale come caporale del settore medico, ma riesce, saltuariamente, a giocare ancora i vari tornei che si disputano nel Lazio: il 2 gennaio 1916 è in campo con la Fortitudo che batte 3-0 la Lazio nella Coppa di Natale, il 5 marzo segna un gol nella finale di Coppa Medici del Vascello, vinta 4-2 in rimonta sulla Pro Roma. Poi lo troviamo nella selezione militare che nel giugno 1916 sfida due volte una formazione mista di squadre romane, perdendo 2-1 e pareggiando 3-3. In quell’estate passa alla Pro Roma con cui nella Primavera 1917, da capitano, perde la finale del Campionato Romano 1-0 al Campo Flaminio proprio contro la Fortitudo. Nella terza giornata di quel torneo, è un segno del destino, Sensi firma un gol alla Lazio, in occasione del match vinto 2-0 dalla sua Pro Roma il 21 gennaio 1917. Poi, il 15 aprile, ne fa addirittura tre ai biancocelesti in Coppa Federale, trascinando la sua squadra al successo per 9-2. Due settimane dopo Sensi si rifà della delusione nel Campionato Romano aggiudicandosi proprio la Coppa Federale con la Pro Roma, ma, dopo il torneo, è squalificato fino al 31 maggio “per giuoco scorretto e per essere trasceso a vie di fatto verso un avversario”.

Silvio Sensi nella Pro Roma: è il quarto in piedi da sinistra nella fila in alto

Doppietta alla Lazio, poi va alla Juventus Audax

Nel 1918 lo troviamo tra i giocatori di punta dell’A.C. Ludis in Armis, che ha nelle sue file numerosi atleti impiegati come operai militarizzati dell’Officina Roma, una fabbrica d’armi del Flaminio. Nel 1919, alla ripresa dei campionati dopo la guerra, torna alla Pro Roma di cui è nuovamente capitano, pur giocando poco, e al contempo direttore sportivo. Fa in tempo però ancora a castigare la Lazio con una doppietta, nel 3-2 in amichevole del 2 ottobre 1919. Il 27 febbraio 1921 segna ancora alla Lazio in campionato, ma stavolta perde 5-2. Nel 1921-22 le ultime apparizioni da calciatore, a 28 anni, con la maglia della Juventus Audax di Roma.

Sensi velocista nell’atletica leggera

Sportivo versatile, si cimenta anche nell’atletica leggera, soprattutto nella velocità. Nel 1918 ottiene i risultati migliori classificandosi secondo sui 150 metri senior in un meeting a Piazza di Siena del 13 ottobre, è ancora secondo sui 100 metri a Piazza di Siena il 20 ottobre, mentre vince sui 110 ostacoli per militari nella Capitale il 3 novembre, davanti a 10 mila spettatori ai quali viene annunciata, da un megafono, l’entrata dell’esercito italiano a Trento e Trieste che sancisce la fine della Prima guerra mondiale.

Silvio Sensi impegnato in una gara di velocitĂ  di atletica leggera probabilmente allo Stadio Nazionale di Roma. In basso sulla destra si intravede la dedica “Al mio carissimo Sensi…”

Il matrimonio e la nascita di Franco

Il 29 agosto 1925 sposa a Visso (Macerata) la 25enne Rosa De Simone, nativa di Visso e figlia di Nazzareno De Simone e Maria Dominici. Undici mesi piĂš tardi, il 29 luglio 1926, Rosa dĂ  alla luce il figlio Franco, futuro presidente della Roma (gli altri figli sono Anna Maria e Maria Gabriella). Negli anni Venti Silvio acquista dai conti Pacelli la villa sulla via Aurelia Antica dove la famiglia Sensi vive tuttora e, tra il 1927 e il 1928, lavora alla costruzione del Campo Testaccio, ma non è documentato il fatto che, come si racconta, abbia progettato lui l’impianto: piĂš probabilmente fornĂŹ il legno necessario. Nel 1940 realizza, su progetto dell’architetto Antonio Munoz, la splendida  pavimentazione con il sampietrino di piazza del Campidoglio. È anche dirigente della Pro Roma e farĂ  parte del consiglio direttivo della Roma sotto la presidenza di Renato Sacerdoti negli anni ’50. Il 13 aprile 1946 Silvio Sensi è tra i soci che rifondano la Romulea, storica societĂ  del quartiere San Giovanni.

Le testimonianze di Franco e Vincenzo Malagò

Silvio Sensi

Silvio Sensi (foto Cassella)

Il figlio Franco, in un’intervista al “Corriere della Sera” del 22 ottobre 1994, fornisce ulteriori dettagli: ÂŤLe nostre fortune finanziarie, ormai secolari, nascono in un ceppo d’agricoltori allevatori specializzati nella transumanza dai monti Sibillini all’Agro RomanoÂť. Poi Silvio Sensi punta sul filone della trasformazione fondiaria, destinato a soppiantare il vecchio mondo agricolo: ÂŤLo chiamavano Silvio mezzala, aveva giocato pure nella nazionale militare, in campo dava il fritto – le parole del figlio – cosĂŹ, appena svezzato, mi ritrovai dentro Testaccio. A casa nostra, Villa Pacelli, venivano allora Bernardini, Fasanelli, Ferraris IV. Aiutavamo Attilio, indimenticabile fuoriclasse, nei momenti di difficoltĂ . Adorava il pokerÂť. Vincenzo Malagò, padre di Giovanni e a lungo dirigente romanista, ebbe modo di ricordarlo nel documentario “Franco Sensi – La Roma, una vita”: ÂŤIo giovanissimo, a 23-24 anni, fui chiamato dal consiglio della Roma con presidente Renato Sacerdoti e Silvio Sensi mi prese a ben volere. Mi ricordo che io mi sedevo sempre vicino al lui nel consiglio per apprendere cose che evidentemente non conoscevo. Poi Silvio Sensi si ritirò e al posto suo entrò Franco SensiÂť.

Sensi imprenditore, decorato dal Quirinale

Nel 1962 Silvio Sensi, eletto sindaco di Visso, istituisce la biblioteca comunale della città marchigiana, ancora oggi esistente a Palazzo Melchiorri. In quello stesso anno il figlio Franco, entrato nel consiglio d’amministrazione della Roma nel 1954 e vicepresidente giallorosso nel 1961, lascia il club. Nel frattempo amplia i propri investimenti, diventando presidente della Compagnia Italpetroli, che lascerà in eredità ai figli. Tra il 1957 e il 1966, per la sua attività di imprenditore, è insignito dal Quirinale dell’onorificenza di Grande Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana, della Medaglia di bronzo al merito della pubblica finanza ed infine nominato Cavaliere di Gran Croce Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Silvio è inoltre autore del libro “Visso perla dei monti Sibillini. Le sue origini, la sua storia”. E nella stessa Visso gli è viene intitolata una strada. Silvio Sensi muore alle 18.30 del 9 gennaio 1971, poco prima di compiere 77 anni: i funerali di celebrano a Visso, la sua seconda terra, poi viene sepolto nella tomba di famiglia al Verano, dove riposa tuttora.